La Fitoterapia

un aiuto dalla natura alla nostra linea


20/12/2011

La fitoterapia, cioè l’utilizzo delle piante in base alle loro virtù terapeutiche, è una scienza antichissima, le cui prime testimonianze certe sono state ritrovate su alcune tavolette della civiltà sumerica, risalenti al 3000 a.C.. Tuttavia è ormai convinzione degli antropologi che la fitoterapia sia nata agli albori della civiltà umana, e alcuni reperti ritrovati nella zona dei Balzi Rossi, vicino a Ventimiglia, testimoniano che probabilmente l’uso terapeutico delle piante era già noto ai tempi dell’uomo di Neanderthal.
Certamente è passato molto tempo da quando la fitoterapia era basata su sperimentazioni più o meno causali, ma quello che è certo è che nei suoi primi millenni di vita questa era una scienza orale, i cui preparati venivano trasmessi a voce o tramite appunti personali di generazione in generazione. Per migliaia di anni le piante sono state l’unico mezzo per l’uomo per curare disturbi di ogni genere, ed ancora oggi le civiltà lontane dall’industrializzazione vedono nella fitoterapia l’unico mezzo per difendersi da malattie più o meno serie. Tuttavia, nei paesi “sviluppati”, per molti decenni questa pratica è stata relegata a “medicina tradizionale”, ammantata da un’aura romantica e misteriosa. L’avvento della chimica, della farmacologia e della biochimica hanno portato alla luce nuovi farmaci, che hanno scalzato i preparati erboristici in forza delle loro proprietà “miracolose”. Senza nulla voler togliere alla medicina moderna, i cui preparati hanno salvato più di una vita, è comunque stato dimostrato dalla stessa chimica moderna che molti farmaci d’uso comune si basano su principi attivi estratti dalle piante. Questo ha riportato alla luce la fitoterapia negli ultimi vent’anni, restituendole un posto di tutto rispetto nel panorama scientifico mondiale.
I farmaci sintetici hanno infatti rivelato effetti secondari spesso dannosi, cosa che invece non accade per i preparati erboristici. Si è quindi evidenziato un sempre più profondo desiderio di naturalità, soprattutto nella cura dei comuni disturbi di tutti i giorni. Gli elevati standard di controllo tecnico e scientifico, gli alti livelli di qualità raggiunti grazie ai moderni processi produttivi, hanno consentito di mettere a punto formule molto più sicure, più precise e di conseguenza più efficaci.
Il processo di identificazione dei principi attivi ha inoltre permesso di scoprire proprietà farmacologiche più precise e specifiche, che consentono di associare le piante adatte agli usi più indicati.
La moderna tecnologia ha quindi trasformato la fitoterapia in una scienza esatta, con basi scientifiche incontestabili e controllate, riconciliando scienza e tradizione.
Più di cento farmaci importanti vengono estratti dalle piante, è il caso della morfina e della codeina, estratti dall’oppio; dell’aspirina, che viene estratta dal salice bianco; del chinino (utilizzato nella cura della malaria), estratto dalla corteccia della china; del tassotere (componente base dei farmaci anti-cancro), estratto dal tasso; della digitalina (componente base di quasi tutti i cardiotonici), estratta dalla digitale; dell’atropina (usata in oculistica), estratta dalla belladonna. Questi sono solo degli esempi, ma potremmo andare avanti a lungo.
La medicina moderna rimane certamente insostituibile per la cura di alcune malattie con le quali la fitoterapia si era rivelata ai tempi inefficace, come le malattie virali, il cancro e la leucemia. La fitoterapia si rivolge invece ai disturbi di tutti i giorni, che si protraggono anche per lunghi periodi (come nel caso di chi soffre abitualmente di emicrania), verso i quali non solo si dimostra efficace, ma può essere utilizzata anche per molto tempo senza contrindicazioni. L’assenza di effetti collaterali consente di applicare la fitoterapia praticamente a chiunque, riuscendo spesso a creare una terapia “a doc”, grazie alla molteplicità dei campi d’utilizzo dei preparati e alla loro compatibilità con il nostro organismo. Grazie ad un’azione non aggressiva, i preparati fitoterapici possono non solo agire per combattere il disturbo specifico, ma anche contribuire a raggiungere e mantenere un buon equilibrio psicofisico, stimolando l’organismo senza intossicarlo, e diventando così un modo per prevenire molte malattie. E’ stato infatti dimostrato che la cura di alcuni banali disturbi come stress, sovrappeso, insonnia e reumatismi, può agire in maniera decisiva per evitare l’insorgere di malattie più gravi come depressione, diabete e malattie infettive.
L’efficacia di un trattamento fitoterapico è legato essenzialmente alla scelta ottimale dei preparati e delle piante da utilizzare nel percorso terapeutico. Importante è anche la scelta delle parti attive, come foglie, radici e frutti. E’ stato inoltre dimostrato che le piante presentano una maggiore efficacia se utilizzate in sinergia, cioè contemporaneamente ad altre piante dagli effetti simili o complementari.
Ad oggi, il formato più utilizzato nella commercializzazione dei preparati fitoterapici, al di là dei tradizionali utilizzi come infusi o decotti, è la polvere essiccata e incapsulata. La parte attiva della pianta essiccata viene frantumata e polverizzata in ambiente freddo, con l’utilizzo di azoto liquido. Questa procedura, chiamata crio-frantumazione, consente di mantenere integre tutte le sostanze presenti nella pianta tra cui vitamine, enzimi e principi attivi. L’ambiente a bassa temperatura evita fenomeni di surriscaldamento della pianta, e l’uso dell’azoto consente di evitare il contatto con l’ossigeno e i fenomeni di ossidazione che potrebbero compromettere l’integrità degli elementi. La polvere crio-frantumata non viene sottoposta ad alcun trattamento chimico aggiuntivo, ed è oggi la forma più simile alla pianta allo stato naturale.
I preparati fitoterapici possono essere trovati in commercio anche sotto forma di estratti, dove i principi attivi della pianta vengono isolati tramite solventi idonei e concentrati per poter garantire un migliore effetto terapeutico e un’azione farmacologica più rapida. A seconda del solvente utilizzato troviamo gli estratti acquosi, idroalcolici, alcolici ed eterei, e a seconda della condizione finale sono suddivisi in fluidi, molli e secchi. Il solvente viene selezionato in base alla natura del principio attivo che si desidera estrarre.
Estratti Fluidi: sono preparazioni liquide più o meno dense, ottenute per macerazione o per distillazione con solventi idonei. Il solvente preferito è di solito alcool a titolo appropriato, che oltre ad estrarre la quasi totalità dei principi attivi funziona da conservante. Più raramente viene utilizzato l’olio. Gli estratti fluidi vengono usati puri, in gocce, o per la preparazione di sciroppi.
Estratti Molli: ottenuti per evaporazione parziale dei solventi, devono presentare un residuo secco non inferiore al 70% della massa, e vengono solitamente impiegati nella preparazione di pomate e pillole.
Estratti Secchi: si presentano come polveri simili a quelle ottenute dalla crio-frantumazione, ottenute facendo evaporare totalmente il solvente a temperature inferiori ai 50°, onde evitare l’alterazione dei principi attivi. L’estratto secco deve avere un residuo pari o superiore al 95%, e vengono spesso utilizzati puri, sotto forma di capsule. Vengono anche impiegati per la preparazione di compresse.
Attualmente, gli estratti secchi e le polveri crio-frantumate sono considerate le preparazioni di riferimento della fitoterapia moderna, in quanto sono quelle che garantiscono una maggiore purezza, stabilità e conservazione dei principi attivi.
Una nota a parte meritano le capsule, che vengono oggi ricavate dalla cellulosa vegetale, e che mantengono la salubrità della pianta, garantendoci i dovuti standard di qualità e sicurezza.
La fitoterapia non solo è molto utile nella cura e prevenzione dei comuni malesseri quotidiani, ma ha trovato oggi una vera e propria dimensione nella cura dei problemi legati alla moderna alimentazione, spesso squilibrata e con apporti eccessivi di grassi e zuccheri. La medicina “naturale” infatti non solo agisce in diversi modi sul metabolismo fisiologico, ma attua anche una profonda disintossicazione dei tessuti che con i medicinali sintetici potrebbe essere ottenuta solo con l’ausilio di lassativi, con tutte le conseguenze del caso.
Assieme al sovrappeso legato all’alimentazione, nella cura del quale l’uso dei preparati fitoterapici deve essere coadiuvato da una dieta appropriata e da esercizio fisico, la fitoterapia è in grado di curare efficacemente anche problemi diversi che possono successivamente provocare un aumento di peso più o meno rilevante. Tra questi disturbi troviamo:
- Cattiva circolazione.
- Cattiva digestione.
- Problemi di transito intestinale.
- Ritenzione idrica.
La fitoterapia si è quindi dimostrata, negli ultimi decenni, la risposta al desiderio di ritorno alla natura, di genuinità e di purezza, diventando così la “medicina antica del futuro”.

Fonte: Arkopharma.

Layla Benazzi


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