La dieta Zen
Il Metodo Henry Chenot
05/12/2011
Henry Chenot, fondatore del Centro Olistico per la Ricerca del Benessere di Merano presso il Grand Hotel Palace, è uno psicologo originario della Spagna, della Catalogna per essere precisi, ma francese d’adozione, che dopo anni di studi nel campo della medicina cinese, della psicologia bioenergetica e della naturopatia, ha ideato un regime dietetico in grado di far perdere da 2 a 5 kg nella prima settimana, e che consente un’ulteriore perdita di peso in maniera graduale, ma costante, nelle settimane successive. La dieta di Henry Chenot si basa in maniera abbastanza semplice su regime depurativo, in cui trovano largo utilizzo alimenti naturali e integrali, combinazioni alimentari atte a non sovraffaticare l’apparato digerente e integratori naturali ad azione depurativa come lievito di birra e germe di grano. Possiamo quindi stabilire che Henry Chenot raccoglie nel suo programma i principi base della dieta zen (l’alimentazione integrale e naturale) e della dieta dissociata (le combinazioni alimentari equilibrate). Gli effetti sono effettivamente positivi, soprattutto nel caso di pazienti che oltre che di sovrappeso soffrono di disturbi allo stomaco, stanchezza fisica e mentale, ansia e depressione.
Ma come nasce il metodo Henry Chenot? Sulla base dei precetti zen, Henry Chenot stabilisce che il sovrappeso è legato ad un’alterazione dell’equilibrio psicofisico dell’organismo, ed è quindi strettamente correlato a stati d’ansia, di stress o di depressione. Il peso in eccesso non si traduce quindi solo in massa adiposa, ma anche in un quantitativo anomalo di tossine che, accumulandosi nei tessuti, provocano l’aumento più o meno incontrollato della massa corporea. Basandoci sulla teoria che l’uomo rappresenta l’unione tra la mente e il corpo, il peso forma diventa così rappresentazione materiale dell’equilibrio tra queste due dimensioni e di conseguenza, se l’equilibrio non c’è, anche il peso subisce delle alterazioni più o meno evidenti.
Dal punto di vista nutrizionale, la dieta di Henry Chenot apporta grandi quantità di fibre, vitamine e liquidi, facendo largo uso di centrifugati e frullati. Pur non escludendo a priori alimenti come carne e pesce, la stragrande maggioranza degli alimenti utilizzati è a base vegetale, in particolare nella fase di attacco. Questo perché, essendo un regime depurativo, prevede l’eliminazione di tossine e grassi in eccesso per via fisiologica. Benché i detrattori sostengano che la dieta di Henry Chenot è troppo drastica e che crea dei deficit nutrizionali, è d’obbligo far osservare che questo tipo di regime va applicato per un periodo di tempo molto limitato, diventando però il punto di partenza per uno stile di vita più sano. Infatti, passata la fase di attacco, la dieta di Henry Chenot prevede la stesura di un programma strettamente personalizzato, da stabilire in base a fattori come età, altezza, tipo di attività lavorativa ed eventuale attività sportiva praticata. Queste variabili incidono pesantemente sull’applicazione di una dieta dimagrante, in quanto vanno a variare il fabbisogno pro-capite, anche in regime ipocalorico, del soggetto, e sono alla base del dimagrimento soggettivo, che non può essere generalizzato, neanche confrontando due situazioni simili.
Il benessere psico-fisico prima ancora del dimagrimento fine a se stesso è quindi l’obbiettivo primario del metodo di Henry Chenot, che sostiene che il peso forma non è un mero incrocio dei dati numerici età-peso-altezza, ma uno stato di benessere che prevede anche l’eventuale chilo in più o in meno, se questo influisce positivamente sulla vita del soggetto. Interessante è anche il codice utilizzato durante il percorso dimagrante, basato sui colori, dove ad ogni regola alimentare corrisponde un colore differente, a riprova che l’uomo, prima di ogni altra cosa, deve essere visto nella sua dimensione più naturale. Molto più che una semplice dieta quindi, il metodo Henry Chenot abbina percorsi, metodi e trattamenti diversi, affiancando a menu ragionati massaggi, yoga e ginnastica, e avendo la disintossicazione fisica e mentale come obbiettivo primario, mentre il dimagrimento viene visto solo come diretta conseguenza del raggiungimento dell’equilibrio stesso. Reimpostando il regime alimentare del paziente, il metodo Henry Chenot prevede che il dimagrimento vero e proprio avvenga lentamente, senza pericolosi sbalzi. Un dimagrimento veloce, secondo Chenot, è infatti dannoso oltre che inutile, perché un regime troppo lontano dai reali bisogni dell’organismo crea stress e frustrazione che portano poi a riacquistare i chili persi, spesso con gli interessi. Il calo di peso repentino della fase di attacco serve quindi, oltre che a disintossicare l’organismo, a gratificare la psiche, che viene così favorevolmente predisposta verso un regime alimentare più sano, magari rigido, ma che cerca prima di tutto di non discostarsi troppo dalle abitudini alimentari del paziente, portandole semplicemente in una direzione più corretta.
Ecco un esempio pratico del metodo di Henry Chenot, che può essere sperimentato da tutti.
Va seguito i primi 3 giorni del mese per un anno.
Colazione: 1 centrifugato di frutta a scelta, 1 centrifugato di verdura, 1 tazza di caffè d’orzo o di tè.
Pranzo: 60 gr di riso integrale con sugo di verdure, verdura cruda condita con olio extravergine di oliva e aceto di mele (o limone), 1 frutto di stagione.
Cena: 60 gr di riso integrale con burro e formaggio, verdura cotta alla griglia o al vapore, 1 yogurt bianco.
Dopo tre giorni va ripreso il proprio abituale regime alimentare, applicando però queste regole:
- Non fare mai il bis di carboidrati (es. 2 piatti di pasta)
- Eliminare i fritti e i dolci.
- Assumere almeno tre porzioni di verdura e frutta cruda a settimana.
- Limitare al massimo l’uso del sale.
- Bere lontano dai pasti, nel corso della giornata, 2 litri d’acqua a cui siano stati aggiunti 4 cucchiai di aceto di mele (dall’efficace azione depurativa).
I risultati di questo programma sono di solito evidenti entro il secondo mese, ed è stato notato che i soggetti che applicano correttamente il metodo Chenot non solo molto difficilmente riacquistano i chili persi, ma presentano anche tutta una serie di miglioramenti a livello fisiologico, tra i quali un colorito più sano, la scomparsa di disturbi gastrointestinali come aerofagia, colite e gastrite, una minore predisposizione all’ulcera e la regolarizzazione dei valori del sangue, tra cui glicemia e colesterolo, che dopo la dieta scendono ben al di sotto dei livelli di guardia.
Il metodo Chenot si dimostra quindi come l’ennesima prova dell’efficacia del detto “non serve mangiare meno, serve mangiare meglio”.
Layla Benazzi
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